27 giugno La Storta: Pontificio Istituto Slovacco dei Santi Cirillo e Metodio

Iter  Europaeum 50 anni di rapporti diplomatici tra la Santa Sede e Unione Europea

Un libro illustrato ed esaustivo, edito dalla UE e dalle Ambasciate europee presso la Santa Sede, ripercorre il cammino dei cristiani e le loro relazioni con Roma, fulcro del Cristianesimo, nei secoli, sino ad oggi. Ogni popolo in Europa ha voluto edificare e/o dedicare una propria “chiesa” a Roma, per officiare in lingua e ritrovarsi fra pellegrini, viaggiatori e ormai residenti. Chiese ben note ai romani ed entrate  nel vissuto della città, perché Roma ed i romani sono così: assorbono ed inglobano tutto, come ci hanno ben insegnato gli antichi romani ed il loro Impero, la prima idea di Europa unita. Il libro è stato lo spunto per la Festa Nazionale della Repubblica Slovacca dei Santi Cirillo e Metodio che in Slovacchia si festeggia il 5 luglio, anticipata per questa occasione al 27 giugno. I Santi Cirillo e Metodio sono fra i Santi Patroni d’Europa insieme a San Benedetto da Norcia, Santa Teresa Benedetta della Croce – Edith Stein, Santa Caterina da Siena e Santa Brigida di Svezia. Gli slovacchi non hanno una chiesa nel centro di Roma, antica e ricca di storia, ne hanno edificata una poco meno di sessant’anni fa, sui passi della via Francigena, a La Storta. Motivo, nel 1963, della posa della prima pietra, come ci racconta soavemente in giardino, al convivio, l’oggi Cardinal Jozef Tomko, furono le vicende che toccarono il nostro Continente alla fine della Seconda Guerra Mondiale. L’Europa fu divisa in due ed il regime comunista estese il suo governo sui popoli nord orientali. Era un governo assolutamente laico ed ateo, per cui molte chiese e luoghi di culto furono chiusi o distrutti ed i cristiani di ogni nazione sotto il dominio comunista, ebbero difficoltà sia nelle pratiche quotidiane, che nelle festività del culto ed ancor più nel poter istruire i giovani alla fede ed a far studiare i sacerdoti. In Slovacchia, quindi, negli anni ’50, in  molti scelsero di emigrare verso la libertà ed una condizione migliore di vita. Troviamo oggi famiglie di origine slovacca ovunque nel mondo, ma in Occidente principalmente negli Stati Uniti ed in Europa mediterranea, anche a Roma. Questi stessi “migranti di libertà” aderirono, finanziandola, all’idea, fra gli altri, di S.E.R. Tomko: una casa ed una chiesa per gli Slovacchi a Roma dove far studiare nel Ventesimo Secolo, durante il regime comunista, i seminaristi, e sviluppare una attività importantissima, continuare a stampare Sacre Scritture e testi religiosi e di preghiera, fuori dalla Slovacchia, per poi farveli entrare, con vie rocambolesche, proprio dove i comunisti avevano distrutto le tipografie che stampavano libri ed altro attinenti il cristianesimo. Oggi il Pontificio Istituto ospita sacerdoti che devono continuare i loro studi nelle varie Università Pontificie di Roma, agevolmente serviti dal treno che ferma a La Storta o a La Giustiniana.

L’Istituto sorge su una collinetta, all’ingresso de La Castelluccia. Quando il Cardinal Tomko la vide per la prima volta era brulla, senza alberi, non vi arrivavano né acqua né luce. In soli tre anni fu costruito tutto il grande edificio che ospita le stanze per gli studenti, il refettorio, le cucine, sale varie e la Chiesa intitolata ai SS Cirillo e Metodio. I mosaici  presenti nella chiesa raffigurano l’opera dei Santi: l’ingresso del cristianesimo in Europa orientale, la creazione di un idioma volgare che fosse comprensibile a tutti per professare la fede, la diffusione capillare della religione. Sin dall’inizio però la comunità slovacca ha voluto essere anche aperta al territorio circostante, quindi ogni domenica e giorno di precetto, si celebra la S.Messa in italiano, alle 10.30 del mattino.

Il 27 giugno scorso è stata l’occasione per ripercorrere tutta la storia degli Slovacchi a Roma e celebrarne le radici cristiane, con una importante cerimonia a cui erano presenti, oltre a numerosissimi Ambasciatori e diplomatici dei Paesi Europei, Eccellenze in rappresentanza del’America Latina, dell’Africa e dell’Asia. Con brevi discorsi, il Viceministro del Ministero degli affari esteri della Repubblica Slovacca Signora Ingrid Brocková con la sua equipe, l’Ambasciatore della Rep. Slovacca presso Santa Sede S.E. Marek Lisanský, l’Ambasciatrice della Rep. Slovacca presso Italia S.E. Karla Wursterová; Sua Eminenza Reverendissima il Cardinal Jozef Tomko Prefetto emerito della Congregazione per la Evangelizzazione dei Popoli, ultimo cofondatore vivente della casa Slovacca, il Mons. Stanislaw M. Wachowski, Sotto-Segretario per I Rapporti con gli Stati dalla Segreteria di Stato Vaticano, S.E. la Signora Alexandra Valkenburg-Roelofs, Ambasciatore dell’Unione Europea presso la Santa Sede e membri del corpo diplomatico, consiglieri ecclesiastici e rettori dei collegi pontifici romani e diversi ospiti e amici del Pontificio Istituto Slovacco dei Santi Cirillo e Metodio, hanno reso memorabile, incontrandosi per “Il Cammino delle Chiese Europee a Roma” una domenica degli slovacchi e dei cristiani europei.

Nicoletta Liguori

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