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9 marzo, Santa Francesca Romana, patrona degli automobilisti

È la più romana di tutte le sante: Francesca Bussa de’ Leoni – Ceccolella – nasce a pochi passi da piazza Navona, sul finire del Trecento, da una ricca e nobile famiglia. Costretta giovanissima al matrimonio con l’altrettanto ricco e nobile Lorenzo de’ Ponziani, insieme con la cognata Vannozza trasforma la casa del marito a Trastevere in un punto di riferimento per i più bisognosi, in una Roma ferita da lotte intestine, carestie e pestilenze. Nonostante il matrimonio e la maternità, nel 1425 con altre giovani donne fa voto di oblazione davanti ai padri olivetani del monastero di Santa Maria Nova, nella chiesa che le sarà poi popolarmente intitolata e dove ancora oggi riposa. Nel 1436, alla morte del marito, raggiunge le consorelle nel monastero di Tor de’ Specchi, ai piedi del Campidoglio e accanto al Teatro di Marcello, assumendone la guida. Espertissima nel curare con erbe e decotti nonché abile levatrice, Francesca morirà il 9 marzo di quattro anni dopo: tutta la città accorrerà a venerarne la salma e Roma la considererà da subito una santa, anche se per il processo di canonizzazione bisognerà attendere fino al 1608. A raccontarne vita e miracoli rimangono i quattrocenteschi affreschi nel monastero delle oblate, che apre le sue porte al pubblico il 9 marzo di ogni anno, giorno in cui è celebrato l’antichissimo rito della benedizione dell’unguento e delle fettucce per le partorienti. L’angelo custode che la santa vedeva camminarle accanto ha fatto sì che venisse scelta come patrona degli automobilisti, oggetto di una particolare benedizione fin dagli anni Venti del Novecento. Ancora oggi, nel piazzale davanti al Colosseo, alla presenza delle autorità cittadine vengono benedette alcune autovetture delle forze dell’ordine e dei mezzi di emergenza, insieme a un limitato numero di taxi e auto private.

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