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Al MAXXI dal 23 aprile al 26 maggio “I Briganti eleganti”

Briganti o predoni, con un capobranco come guida. Non delinquenti comuni che assaltavano chiunque capitasse nella loro area di azione ma pronti a guidare la rivolta politica laddove in controllo delle autorità non riusciva a imporsi.

Nel Meridione italiano, fine Settecento, le compagnie di briganti si opposero alla conquista francese: tra loro il celebre fra’ Diavolo, che nelle sue scorribande agiva vestito da frate. Un altro celebre brigante, attivo a metà Ottocento soprattutto in Romagna, fu ‘il Passatore’, citato anche da Pascoli: per le sue imprese ai danni dei benestanti ebbe anche il soprannome di Robin Hood.

Oggi il fenomeno del brigantaggio esce dai libri di storia e realizza una sorta di archivio visivo attraverso 45 manichini che indossano  stupefacenti cappelli a cono, giacche ‘da lavoro’ di velluto o sontuosi mantelli salvavita. «Briganti eleganti», la mostra curata da Stefano Dominella con la consulenza storica di Bonizza Giordani Aragno, stylist Guillermo Mariotto, (al Maxxi dal 23 aprile al 26 maggio) racconta l’evoluzione dell’abbigliamento maschile della società contadina, legata alle tradizioni regionali, approdando a quella borghese fino al contemporaneo. 

Accanto ad alcuni costumi donati dal Museo nazionale delle Arti e Tradizioni popolari, in esposizione capi nati dalla creatività di Antonio Marras e Francesca Liberatore, mentre non può non notarsi la compostezza rivoluzionaria di Giorgio Armani o la sperimentazione mai scontata di Prada, accanto all’alta sartoria di Caraceni, la ricerca sui volumi e i materiali di Giovanni Cavagna, l’irriverenza di Diesel e dei giovani talenti della Gen Z. La descrizione dei briganti celebri non è semplice: le fonti ufficiali li raccontano come vinti e condannati a morte o all’ergastolo attraverso documenti, foto o atti di processi, esposti al Maxxi, provenienti dall’Archivio centrale dello Stato, dalla Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea, dal Museo del Risorgimento di Torino e da quello di Roma. 

La mostra, realizzata in collaborazione con Netflix, ospita anche materiali tratti dalla serie italiana «Briganti», prodotta da Fabula Pictures, al via dal 23 aprile.

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