Al via il piano di sviluppo della mobilità e delle infrastrutture, su ferro soprattutto.

Approvato questa sera dall’Assemblea Capitolina il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile. Ventisette voti favorevoli, 8 astenuti e 6 contrari, il Pums ha avuto il via libera dopo il recepimento delle modifiche apportate dal maxi-emendamento d’Aula. Il piano disegna lo scenario di sviluppo della mobilità e delle sue infrastrutture da qui a dieci anni, con un marcato accento sulla “cura del ferro”.  Abbandonato il progetto della funivia, un autobus in corsia protetta potrebbe prendere il suo posto tra Casalotti e Boccea. Altra novità è il futuro della metro A, per la quale è previsto uno sdoppiamento da Battistini con un ramo verso nord e uno verso sud tra la fermata Bembo e Acquafredda.  “La passata amministrazione aveva già portato in giunta il Pums che noi non abbiamo voluto cambiare. Questo – spiega Patanè – perché gli atti di pianificazione hanno una loro concretezza precisa e nel momento in cui non sono approvati in Aula le conseguenze sono difficili da gestire. Il Pums è il programma sulla mobilità dei prossimi 10 anni basato su infrastrutture su ferro molto importanti, che sono la spina dorsale di tutto il sistema della mobilità, in particolare le linee metropolitane: i prolungamenti della metro A, oltre Battistini verso Torrevecchia da un lato e verso Monte Mario dall’altro, e della B, che dovrà proseguire oltre Rebibbia fino a Casal Monastero. Poi la prosecuzione della metro C con le tratte T1 e T2, e C2 nello scenario tendenziale, e poi la linea D”. “La rivoluzione del ferro, che come città dovremo affrontare, si deve fondare oltre che sulle metropolitane anche sulle linee tranviarie, a cominciare dalle quattro commissariate: la Termini-Vaticano Aurelio, la linea sulla Togliatti, la Termini-Giardinetti-Tor Vergata e la linea di congiungimento tra piazzale del Verano e la stazione Termini. Accanto abbiamo altre sette linee tranviarie, già in progettazione di fattibilità tecnico economica, che disegneranno da qui al 2030 una città con 17 linee tram. L’approvazione di questo documento – conclude Patanè – segna un giro di boa importante nella pianificazione della città che ci consentirà di apportare modifiche di dettaglio nella revisione del Pgtu e perché ci consentirà di partecipare alla redazione del Pums di area metropolitana nell’ottica di una visione di area vasta quanto mai utile per governare in modo moderno le politiche di mobilità”.  A proposito del progetto della funivia Casalotti-Battistini, l’assessore ha spiegato che “non e’ stata stralciato come sostenuto dalle opposizioni. L’amministrazione ha incamerato i 109 milioni dei finanziamenti, oggetto di una firma tra il Mims e Roma Capitale. I soldi sono incamerati e non sono persi, per noi l’opera pero’ non e’ prioritaria”. “Ci sono altre quattro opere prioritarie, tra cui la funivia di Magliana, che vogliamo realizzare. Colleghera’ Villa Bonelli con la stazione Eur Magliana. Non e’ una contrarieta’ alla tecnologia della funivia in se’, ma abbiamo il dubbio che possa servire efficacemente la zona di Casalotti. Quel progetto prevede di impiegare 20 minuti per il collegamento tra Casalotti e Battistini, un bus in situazioni di traffico medio impiega 21 minuti ma e’ un collegamento che costa meno di 500 mila euro. L’amministrazione ha incamerato i soldi e sta valutando se ci siano altre tecnologie piu’ efficaci e veloci, abbiamo indicato con un emendamento al Pums di far arrivare la linea A2, che colleghera’ Primavalle e Montespaccato, con le fermate Bembo e Acquafredda, passando per largo Millesimo e Monte Mario. Abbiamo individuato un bus express da Casalotti a Battistini su un tracciato in parte riservato, che consentira’ di viaggiare agli stessi livelli di tempo della funivia. Per il medio periodo – ha concluso – stiamo studiando la vera sostituzione della funivia o con un people mover che in sette minuti collegherebbe Casalotti e Battistini oppure con una tranvia”.

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