Aprile a Roma. Appuntamento con la tradizione di ieri e di oggi

Oltre che dei suoi monumenti, dei suoi palazzi e delle sue chiese, una città è fatta anche dei riflessi delle sue storie e della vita che la attraversa. Una vita che, a Roma, è sempre stata scandita da riti, feste, ricorrenze, anniversari, celebrazioni: un fitto calendario di appuntamenti fissi che, con il loro carico di tradizioni, rappresentavano un’occasione di riflessione, tanto religiosa quanto civile, di incontro, condivisione e divertimento, stagione dopo stagione.

Se alcuni, come si dice, non hanno resistito all’oblio del tempo o hanno perso parte di quel senso di perfetta meraviglia che sapevano regalare ai romani e ai tanti visitatori della città, altri godono ancora oggi di ottima salute e si sono persino arricchiti di nuovi elementi. E altri ancora, anche se nati in anni più recenti, sono ormai entrati a pieno titolo tra le “tradizioni” moderne e contemporanee della città.

Così, per vivere appieno Roma e sentirsi dentro la sua storia, mese per mese vi raccontiamo alcuni dei giorni e dei momenti speciali della città, di oggi e di ieri, gli appuntamenti più sentiti o attesi, o anche semplicemente più curiosi.

Pasqua, 17 aprile (tra il 22 marzo e il 25 aprile) 

Preceduta dalla Quaresima e dalla Settimana Santa, la Pasqua ha richiamato a Roma, nel corso dei secoli, folle composite di turisti e pellegrini, poeti e scrittori, fedeli e curiosi. Era la festa cristiana per eccellenza, accompagnata da riti, consuetudini e tradizioni in parte tramandati fino ai nostri giorni. Origini molto antiche ha per esempio il rito della lavanda dei piedi durante la Messa in Coena Domini del Giovedì Santo, che il Papa celebra attualmente ogni anno in una sede differente. Al termine della messa, gli altari delle chiese nei quali era riposta l’ostia consacrata erano addobbati con straordinarie macchine, capolavori architettonici o di falegnameria: tra le pochissime superstiti, la macchina delle Quarant’ore di Santa Maria dell’Orto, in legno intagliato e dorato, illuminata da oltre 200 candele. Risale al 1750 la Via Crucis al Colosseo, il momento più suggestivo della sera del Venerdì Santo: tradizionalmente è il Papa in persona a guidare l’imponente processione. Nel giorno di Pasqua, la Messa Solenne in Vaticano è seguita ancora oggi dalla rituale benedizione Urbi et Orbi. Dopo il lungo periodo di digiuno e astinenza, per i romani la Pasqua era anche una festa in tavola: la tradizione, viva ancora oggi, prevedeva una ricca colazione e un pranzo pantagruelico “a la groria de la Santa Chiesa”. Il Lunedì dell’Angelo, il giorno dopo la Pasqua chiamato familiarmente Pasquetta, dava il via alle gite fuori porta, allegre scampagnate complice il clima primaverile. Anche in questo caso, ieri come oggi.  

Natale di Roma, 21 aprile 

Quanti anni ha Roma? La leggenda vuole che la città sia stata fondata da Romolo il 21 aprile del 753 a.C., nel giorno in cui le antichissime popolazioni laziali celebravano le Palilia, la festa dedicata alla dea del bestiame Pales. Dal I secolo a.C. la cronologia romana venne calcolata a partire da questa data con la locuzione Ab Urbe condita, cioè appunto “dalla fondazione della città”, anche se fu l’imperatore Claudio il primo a festeggiare ufficialmente il dies natalis di Roma. Ripristinato come tradizione nell’Ottocento, durante il Risorgimento, il Natale di Roma ha ancora oggi una valenza importante per i romani e viene solitamente celebrato con diversi appuntamenti in città e con rievocazioni storiche. Ma c’è uno spettacolo che si ripete inalterato da millenni: ogni 21 aprile, a mezzogiorno, il sole entra nell’oculus del Pantheon illuminandone perfettamente il portale d’ingresso. Un effetto speciale voluto: varcando la soglia del tempio a quell’ora esatta, l’imperatore sembrava avvolto nella luce.  

Mostra delle azalee capitoline a piazza di Spagna, aprile-maggio 

Non c’è primavera romana senza le azalee che inondano di colore la settecentesca scalinata di Trinità de’ Monti. La tradizione dell’infiorata capitolina nasce all’inizio degli anni Trenta, nel parco di Villa Aldobrandini, ma già nel 1952 le azalee si trasferiscono definitivamente in piazza di Spagna. Il tripudio floreale è affidato a circa 250 piante, tradizionalmente bianche (la “Bianca di piazza di Spagna”) e color lilla, che durante il resto dell’anno sono poste a dimora nel Semenzaio di San Sisto. La durata della mostra (circa un mese) dipende dalle condizioni metereologiche, che possono diminuire il tempo di fioritura delle azalee e accelerare così il loro rientro nell’antico semenzaio.  

Apertura del roseto comunale, aprile-maggio 

Oltre mille varietà di rose per un’esperienza sensoriale unica. Sulle pendici dell’Aventino, appena sopra il Circo Massimo, il seicentesco Orto degli Ebrei è sede dal 1950 del roseto comunale. Generalmente, è aperto al pubblico durante la fioritura primaverile, da fine aprile a maggio, e quella autunnale a ottobre. Oltre allo spettacolo di profumi e colori, il roseto offre una magnifica vista che spazia dal colle Palatino al campanile di Santa Maria in Cosmedin, alla cupola della Sinagoga e al Vittoriano, fino all’osservatorio di Monte Mario

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