Carlo Priolo al Quirinale, Democrazia del Popolo lo candida

 

(FONTE: paeseroma.it)

Da anni la testata PAESEROMA conduce una massiva indagine giornalistica sugli allontanamenti illeciti dei figli dai genitori biologici e sugli affidi illeciti e del connesso fenomeno dei femminicidi. Non solo con la pubblicazione periodica di articoli ed interviste, ma con la partecipazione attiva a manifestazioni, incontri conferenze stampa, coinvolgimento di uomini politici, imprenditori, attivatori sociali, in ragione del fatto che il fenomeno incide sui valori costituzionali e sulla stessa libertà e democrazia, atteso che la nascita è un mistero anche sul piano biologico ed il rapporto madre figlio e geneticamente determinato e interdipendente secondo la genetica.

Tale attività ha consentito di conoscere il collega Carlo Priolo, ma anche avvocato, economista, sociologo ed epistemologo, il quale da oltre dodici anni analizza tale fenomeno sul versante scientifico, oltre a seguire dei casi esplodenti nelle sedi giudiziarie come avvocato.

La biografia di Carlo Priolo parte da lontano; dopo aver vissuto la seconda guerra mondiale segue fin da piccolo il padre Mario, del direttivo della CGIL, membro del Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) ed attivo nelle azioni della Resistenza, nella attività politica di dirigente politico regionale del PSI. Nel gennaio del 1964 nasce dalla scissione della sinistra del PSI il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria e il padre Mario partecipa alla fondazione con il leader Tullio Vecchietti. Carlo all’età di 25 anni si iscrive al partito dove rimane fino allo scioglimento nel luglio del 1972. Vinto il concorso pubblico per funzionario alla Provincia di Roma nel 1972 passa alla nascente Regione Lazio dove con la qualifica di dirigente ricopre numerosi incarichi. Dopo un periodo alla redazione del quotidiano ORE 12 Il Globo diventa giornalista professionista, ma date le difficoltà della testata decide di dedicarsi a tempo pieno alla professione di avvocato. Nel 1985 consegue la terza laurea in sociologia e subito dopo supera al primo posto il concorso per un dottorato di ricerca in epistemologia, ma rinuncia.

Dal 1985 parallelamente alle altre attività professionali si dedica alla ricerca sociologica fino al 2011, anno della sua totale rivoluzione interiore e dell’impegno sociale quasi a tempo pieno proprio riguardo al fenomeno degli allontanamenti, affidi illeciti e dei femminicidi tentando di disvelare le cause profonde di questo male che appare endemico. Nei 12 libri che ha scritto espone in tutte le introduzioni la locuzione: nel 2011 al crocevia del destino ho incontrato un bambino che mi è apparso come venisse dal un mondo straniero e che ha detto “gli adulti non hanno mai risolto un problema”. Poi all’età di dieci anni quando si trovava in una casa famiglia spinto il quel luogo dal padre e dai suoi perversi sodali ha scritto un tema in classe sul “rispetto” che si è diffuso alla velocità della luce.

Carlo Priolo così diventa un predicatore solitario dei diritti umani, un censore spietato delle parole dei traditori, della voce dei falsi dichiaranti, travolti nella palude delle loro menzogne, incerti nel declinare una sintassi volgare, disertori della disciplina, dell’onore, della morale, baccanti di morte, eterni imitatori di incerte verità.

Annuncia, a coloro che invocano il Dio nel buio della notte, il ritorno all’origine, al mistero della nascita, al diritto alla felicità che annulla l’indulgenza per gli eterni portatori del virus dell’odio, dell’inganno, della prepotenza, della minaccia, incestuosi viandanti che non approdano a nulla, la loro mancanza di radici, la loro incapacità di inginocchiarsi davanti alla madre che protegge suo figlio con il corpo e la forza del suo amore.

Alle recenti elezioni amministrative di Roma per lanciare il suo messaggio di pace universale ha fondato un partito: “figli d’Italia bambini nel mondo” con la formula “ amatevi gli uni con gli altri non c’è altra possibilità”. Precisa che non ha un valore religioso, è l’unica possibilità per evitare che i buoni di oggi siano i cattivi di domani e i cattivi di ieri siano i buoni di oggi. L’unità e la convivenza in una comunità si ottiene maggiormente riducendo le punizioni ed aumentando la convinzione. Convertirsi al bene per i figli nati in tutti i territori dove si trovano una donna e un uomo.

La redazione di PAESEROMA ha eseguito un vasto sondaggio con una precisa domanda: ritiene che Carlo Priolo abbia i requisiti per essere un candidato alla carica di Presidente della Repubblica italiana? I numeri sono confortanti, i titoli di studio e professionali al momento sono ineguagliabili, le esperienze molteplici. Una fedeltà alla Patria immacolata, il senso del dovere geneticamente acquisito, la ferrea convinzione che l’unione, il senso di appartenenza è un dato primordiale del vivere insieme, un fenomeno perennemente umano, al di fuori del tempo e perciò incapace di invecchiare. L’impegno ultimo di alto profilo sociale e morale, tanto che il quotidiano PAESEROMA appoggia la candidatura di Carlo Priolo a Presidente della Repubblica. La sua filosofia si fonda sulla predicazione di Gesù di Nazareth, salvatore del Mondo, Salvator Mundi,indicato anche comeSantissimo Salvatore, che si materializza nell’edificare la dittatura dei bambini. Rendere ai bambini le condizioni materiali e spirituali di vita in tutti i territori; soddisfare i bisogni di tutti i bambini è il compito che gli adulti devono assolvere; costituisce la ragione del loro esserci. Fondare la dittatura dei bambini è il fine politico di Carlo Priolo. In programma due iniziative per iniziare il cammino verso la dittatura dei bambini: la denuncia alla Corte Penale Internazionale di Joe Biden, 46º presidente degli Stati Uniti d’America e la costituzione della DNAM (Direziona Nazionale Antimafia Magistrati

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