CASA NEL BOSCO PULITA… AMA RACCOLGA

Nella Riserva Naturale di Monte Mario, i cui vincoli sono tutelati dall’ente regionale Roma Natura, esiste da sempre una casetta, forse non accatastata, dove per anni ha vissuto una famiglia, con tanto di allacci alle utenze. Da qualche anno è morto chi usava la casa, le utenze sono state staccate, e l’orto annesso è stato utilizzato per portare i cani a sgambare nell’area recintata. Nel tempo la casa abbandonata è divenuta oggetto di frequentazioni ed utilizzi promiscui, per cui gli organi di Polizia hanno prima murato e poi riaperto, porte e finestre, per far vedere da fuori ciò che accadeva dentro. Qualche senza fissa dimora ci ha bivaccato, lasciando tracce di fuochi improvvisati per scaldarsi, con segnalazione dei passanti ai Vigili del Fuoco. Negli ultimi tempi qualcuno ha completamente vandalizzato la casa, con i mobili e le poche cose che ancora conteneva. Il Municipio I del Comune di Roma, per valorizzare e manutentare l’orto della casa, ne ha concessa l’adozione all’Associazione Naturazione APS, senza scopi di lucro, ma anche senza il servizio idrico indispensabile per poter fare qual si voglia attività nell’orto. I ragazzi di Naturazione hanno pulito sia l’orto che la casetta, rendendola non più pericolosa per gli avventori del parco di Monte Mario. “La situazione era diventata insostenibile. Continui atti vandalici hanno reso inagibile e pericolosa l’intera zona. I vandali ignoti, oltre a riempire di rifiuti la zona, hanno distrutto tutto ciò che era dentro la casetta per poi buttarlo nel giardino. Era necessario un intervento per mantenere in sicurezza tutti noi. Ora aspettiamo l’intervento dell’Ama ai quali è già stato comunicato il tutto”. Chi frequenta abitualmente la zona, fa notare che “i vandali non sono proprio ignoti. Basterebbe un intervento della Polizia prima dell’entrata a scuola degli studenti del Centro di Formazione Professionale CFP, per appurare cosa succede e provvedere a far rispettare la legge”. Intanto aspettiamo che AMA ritiri i rifiuti raccolti.

Testo e foto di Luca Pagni

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