Cerca

Cassonetto “molto pittoresco”…

“Molto pittoresco…”Era l’intercalare di uno dei personaggi comici di Enrico Montesano, la romantica turista inglese affascinata dalla differenza tra il disordine e la sporcizia della Capitale e la perfezione britannica.

E siccome di cose “moto pittoresche” ce ne sono sempre di più in una Roma  letteralmente seppellita dai rifiuti e in paziente attesa di un termovalorizzatore che ne elimini almeno un poco, può succedere che un gruppetto di turisti orientali si fermi ad osservare un gruppo di cassonetti stracolmi sono presidiati da volatili di ogni genere.

Il loro è uno stupore che preferiscono conservare e far conoscere attraverso qualche scatto fotografico nel lontano Paese asiatico. Invece di ammirare l’imponenza dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato in piazza Verdi, nel cuore dei Parioli, sabato scorso, come denuncia una lettrice del Corriere romano, il gruppetto di stranieri si è soffermato sui cassonetti debordanti, trasformati in discarica a cielo aperto, fortemente maleodorante per la fermentazione dei residui alimentari. I romani, purtroppo a scene del genere sono allenati, evidentemente non lo sono le persone arrivate nella Capitale per ammirarne le bellezze. [AB1] 

Volatili di specie diverse pranzavano indisturbati, finendo di stracciare i sacchi ancora integri. Ed ecco che un gruppetto di turisti orientali si ferma a fotografare la scena – racconta la spettatrice che proseguendo la deprimente passeggiata trova uguale spettacolo indecoroso anche in viale Liegi. Allora, cosa fa la solerte romana per l’igiene e il decoro del suo quartiere e della sua città? Telefona allo 060606 per segnalare la situazione e viene a sapere che non c’è un numero disponibile nel fine settimana per emergenze di questo genere. Bisogna aspettare lunedì.

Appuriamo quindi, non senza stupore, della settimana corta per i l Contact Center di Roma Capitale. Non certo dei gentili operatori quanto dei servizi collegati. In attesa che Ama si attrezzi per fornire pronta risposta anche nei weekend, rimane il dispiacere per i fotografi asiatici che immortalano scene del genere, magari collocando sulla Rete una Roma senza censure.

AB

Condividi articolo