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Come funziona l’accettazione tacita dell’eredità? Cosa sapere – Caporilli Immobiliare


Quando si eredita una casa a seguito del decesso del legittimo proprietario si attiva quella che il diritto italiano definisce “successione”. La dichiarazione di successione è un atto del diritto che serve, prima ancora che a tutelare gli eredi, a dichiarare al fisco italiano l’entità del patrimonio detenuto da un defunto.

Il primo “erede” di un patrimonio immobiliare di fatto è lo Stato italiano. Ed è una dichiarazione obbligatoria. Un atto che gli eredi o i legatari di un deceduto sono obbligati a presentare all’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente entro 12 mesi dalla morte nel caso il defunto abbia lasciato in eredità anche soltanto un immobile o un patrimonio di denaro del valore di almeno 100mila euro.

Recentemente ha colpito il caso della 14enne di Treviso raccontato dalle cronache. La ragazza ha scoperto di essere presunta erede di un imprenditore milionario defunto nel 2019 e oggi chiede il riconoscimento della paternità dell’uomo attraverso il test del Dna. Lei, nel frattempo, era stata cresciuta dal nuovo compagno della madre ma riceva il sostegno indiretto dal padre biologico. Qualora venisse dimostrata la paternità, potrebbe risultare erede di diritto. Questo perché il diritto italiano prevede l’accettazione tacita dell’eredità.

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Che cos’è l’accettazione tacita dell’eredità

Come è noto, il diritto di accettare l’eredità si prescrive con il decorso del termine di 10 anni. Questo significa che se tale termine decorresse inutilmente (senza, cioè, che l’erede abbia accettato o rinunciato l’eredità), il diritto di accettare verrebbe meno. Quindi, non avrebbe diritto a ereditare una, o più case, o un patrimonio in beni o denaro.

L’accettazione pura e semplice dell’eredità può avvenire in maniera espressa o in maniera tacita ai sensi dell’articolo 474 del codice civile. Perciò, la legge italiana prevede anche la soluzione dell’accettazione tacita. Essa è effettuata attraverso atteggiamenti e azioni che un soggetto potrebbe compiere solo in qualità di erede, e che esprimono la sua volontà di accettare l’eredità. Ad esempio: l’avvio di una causa giudiziale volta ad ottenere la divisione ereditaria o il pagamento di debiti ereditari.
Come avviene l’accettazione tacita dell’eredità

I requisiti per l’accettazione tacita dell’eredità sono 2:

Occorre un atto che presupponga necessariamente la volontà di accettare. Tale atto deve essere posto in essere dal chiamato con la consapevolezza che l’eredità è a sua disposizione.
La norma richiede di verificare se il chiamato ha eseguito atti che eccedono i suoi poteri di chiamato elencati all’articolo 460 del codice civile. Se avrà ecceduto i limiti previsti dalla norma avrà accettato l’eredità in modo tacito.

La trascrizione di accettazione tacita dell’eredità deve avvenire con notaio, altrimenti non ha validità, e può essere trascritta anche dopo 20 anni dalla morte.
Quanto costa l’accettazione tacita di eredità

Tra tasse e parcelle per il notaio, si possono superare i 2mila euro. I costi aumentano quando si procede in caso si accettazione tacita con beneficio di inventario.
Si può evitare l’accettazione tacita dell’eredità?

I parenti del defunto non sono obbligati ad accettare l’eredità. Si può evitare l’accettazione tacita dell’eredità con una trascrizione, e accade in caso di:

Situazione debitoria del defunto (quando i debiti sono insanabili anche con la vendita di un’eredità);
Situazione fiscale (quando il defunto ha maturato debiti verso il fisco);
Situazione familiare (per motivi familiari, ad esempio quando la divisione dei beni ereditari diviene complicata e esigua).

Accettazione tacita con beneficio di inventario

I consulenti di solito consigliano di accettare con il beneficio di inventario che consente all’erede di accettare con riserva e valutare con calma il da farsi, perché spesso le situazioni fiscali o debitorie vanno accertate.

In caso, invece, di rinuncia esplicita dell’eredità è obbligatorio depositare la dichiarazione scritta da un notaio o dall’ufficiale cancelliere del Tribunale di riferimento.



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