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𝘼𝙢𝙞𝙖𝙢𝙤 𝕒𝕚𝕦𝕥𝕒𝕣𝕖 ʟᴇ ᴘᴇʀsᴏɴᴇ 𝑎 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑟𝑒 ᑭᖇOᘜᗴTTI 𝙞𝙢𝙢𝙤𝙗𝙞𝙡𝙞𝙖𝙧𝙞

Cos’è e come funziona il mutuo per la ristrutturazione di casa

Grazie al mutuo ristrutturazione è possibile ammortizzare il costo dei lavori effettuati per rinnovare l’immobile. Vediamo come funziona.
La ristrutturazione di immobile comprende una serie di interventi finalizzati al miglioramento delle sue condizioni, sia all’interno che all’esterno. Tali lavori, in genere, non solo mirano a rendere l’ambiente più salubre ed esteticamente gradevole, ma rappresentano anche un investimento economico significativo. Per questo motivo, banche ed istituti di credito, mettono a disposizione la possibilità di aprire un mutuo per la ristrutturazione della casa il cui accesso, tuttavia, è vincolato al rispetto di alcuni requisiti. Vediamo, nello specifico, come funzionano queste tipologie di finanziamento.
Quali sono gli interventi finanziabili con un mutuo di ristrutturazione?

Il mutuo per la ristrutturazione della casa è un finanziamento concesso da istituti bancari e istituti di credito col fine di coprire le spese effettuate per il completamento dei lavori. Nello specifico, il finanziamento può essere richiesto sia dal proprietario che dall’usufruttuario della proprietà, o persino da un coabitante. Tuttavia, è importante notare che le possibili agevolazioni fiscali relative al mutuo per la ristrutturazione di casa sono accessibili solo a chi effettivamente detiene la proprietà o l’usufrutto dell’immobile, ossia coloro che ne hanno il possesso legale o altri diritti reali di godimento.

Nel caso in cui la richiesta del finanziamento provenga da un coabitante, quest’ultimo non potrà usufruire degli sconti fiscali. Inoltre, è bene sottolineare che le agevolazioni non sono estese né ai coniugi, né ai parenti, né a coloro che possiedono un contratto di comodato d’uso.

Scendendo nei dettagli, gli interventi per i quali è possibile richiedere un mutuo per ristrutturazione per la casa sono:

  • manutenzione ordinaria: si tratta, nello specifico di riparazioni, sostituzioni e messa a nuovo delle rifiniture dell’immobile. A titolo di esempio, è possibile richiedere un mutuo per ristrutturazione qualora si avesse bisogno di riverniciare gli spazi o riparare elementi della casa usurati. Per questo genere di interventi, è sufficiente presentare un preventivo redatto dall’azienda incaricata dei lavori;
  • manutenzione straordinaria: rientrano negli interventi ammessi alla richiesta di mutuo per la ristrutturazione della casa di proprietà anche la sostituzione di infissi e sanitari e, più in generale, i lavori che incidono sulla struttura della casa e mirano al miglioramento di essa. Per tali interventi è necessario fornire il preventivo dell’azienda e il permesso edilizio rilasciato dal Comune di competenza;
  • ristrutturazione edilizia con grandi opere: è anche possibile richiedere un mutuo per ristrutturazione edilizia con opere di ampia portata, vale a dire per gli interventi mirati ad apportare modifiche significative all’aspetto estetico e funzionale dell’immobile. Per progetti di ristrutturazione di maggior portata, occorre presentare il preventivo dell’impresa, la richiesta di autorizzazione edilizia dal Comune, il permesso di costruzione e la ricevuta di pagamento delle tasse comunali;

Per richiedere un mutuo per ristrutturazione, oltre alla documentazione relativa alle singole tipologie di lavori, è imprescindibile presentare, presso l’istituto bancario prescelto, i documenti identificativi e relativi al reddito. In aggiunta, saranno richiesti documenti specifici a seconda del tipo di intervento di ristrutturazione programmato.
Mutui per ristrutturazione della prima casa

Nel caso di mutui per la ristrutturazione della prima casa, è bene sapere che è possibile accedere ad una detrazione fiscale. Nello specifico, gli interessi passivi ed i costi accessori relativi ad un mutuo per ristrutturazione della prima casa sono detraibili al 19% fino ad un limite massimo di 2.582,28 euro.

La detrazione fiscale è accordata al cittadino che firma il contratto di prestito e diventa il legittimo possessore dell’unità immobiliare, che può essere di sua proprietà o detenuta tramite altro diritto legale, e dove lui o i suoi familiari intendono stabilirsi in modo permanente.

È da sottolineare, tuttavia, che per quanto riguarda i lavori di ristrutturazione edilizia, il beneficio fiscale in questione è concesso solo se vi è un’autorizzazione comunale che attesti l’idoneità dei lavori specificati nell’articolo 3, comma 1 del Dpr n. 380/2001. In assenza di tale autorizzazione, la detrazione è ammessa solo se il contribuente possiede una dichiarazione analoga firmata dall’autorità competente dell’ufficio comunale.

Per ottenere il vantaggio fiscale relativo al mutuo per ristrutturazione della prima casa, il contribuente deve presentare:

  • ricevute di pagamento degli interessi passivi;
  • una copia del contratto di prestito che dimostri che è stato stipulato per la realizzazione dei lavori di costruzione o ristrutturazione;
  • documentazione che provi la reale spesa sostenuta per i lavori per cui si chiede la detrazione degli interessi passivi del mutuo.

Inoltre, indipendentemente dal fatto che si tratti di residenza abituale o meno, il beneficio fiscale è esteso anche agli interessi passivi pagati da individui appartenenti al personale delle Forze armate, delle Forze di polizia a ordinamento militare e civile, in relazione ai prestiti ipotecari per la costruzione di un’unica abitazione di proprietà.
Quanto si può chiedere di mutuo per ristrutturazione?

È importante notare che la base di calcolo non è il valore attuale della casa, bensì una stima del valore di mercato una volta ristrutturata. Per esempio, se attualmente l’immobile vale 100 e si prevede che dopo i lavori varrà 150, il prestito per la ristrutturazione coprirà l’80% di 150.

Il finanziamento può essere contratto per un periodo che varia dai 5 ai 30 anni ed i tassi del mutuo per ristrutturazione possono essere fissi, variabili o misti a seconda delle capacità di rimborso del richiedente. Le condizioni per il pagamento delle rate e la possibilità di sospendere i pagamenti possono variare da istituto di credito a istituto di credito. Ad ogni modo, per comprendere se è possibile ottenere un mutuo per ristrutturazione al 100 per cento è sempre possibile procedere con una simulazione di mutuo.
Quali banche fanno un mutuo per ristrutturazione?

In Italia sono moltissimi gli istituti che concedono un finanziamento per la ristrutturazione. Ad esempio, Unicredit concede il mutuo per ristrutturazioni od anche Intesa San Paolo. Naturalmente, le variazioni tra le offerte di mutui per ristrutturazione possono riguardare le condizioni del prestito, i tassi di interesse ed i requisiti di ammissibilità, oltre ai costi aggiuntivi e servizi accessori offerti dalle diverse banche.
Il mutuo per ristrutturazione del condominio

Il mutuo per la ristrutturazione del condominio presenta alcune particolarità rispetto ad altri tipi di finanziamenti per lavori edili, con procedure specifiche per la richiesta. Innanzitutto, le banche stabiliscono un limite massimo di finanziamento, solitamente fino a 100.000 euro, da restituire entro un periodo massimo di 6 anni. Un aspetto cruciale è il coinvolgimento e il coordinamento dell’amministratore condominiale responsabile della preparazione della documentazione e dell’organizzazione delle assemblee per ottenere il consenso di tutti i condomini.

Oltre alla deliberazione dell’assemblea per richiedere il mutuo per ristrutturazione, alcuni istituti richiedono un preventivo dettagliato dall’impresa edile incaricata dei lavori, prima di concedere il finanziamento.

Una volta ottenuto il finanziamento, generalmente le rate del mutuo per la ristrutturazione del condominio sono distribuite equamente tra tutti i condomini in base alle quote millesimali e la somma ed il piano di ammortamento possono essere concordati a tasso fisso o variabile.

Le condizioni del mutuo per ristrutturazione del condominio, dunque, devono essere accettate dall’assemblea con la maggioranza dei voti, e in caso di lavori sulle parti comuni, è richiesta una maggioranza qualificata dei due terzi dei millesimi totali. Tuttavia, se i lavori non coinvolgono le parti comuni, è richiesta l’unanimità dei voti.