Cerca

Dare voce a chi non può parlare

Dall’alleanza tra ricerca tecnologica e clinica nasce il primo “ecosistema digitale della voce”

“VOICE FOR PURPOSE”. Si chiama così la piattaforma di tecnologia digitale nata con uno scopo ben preciso: dare alle persone colpite da SLA la possibilità di comunicare con una voce artificiale dall’espressività umana.

Parte dall’Italia un progetto internazionale che vede unite Università Campus Bio-Medico di Roma, Centri Clinici NeMO, Nemo Lab, Translated e Dream On e Aisla: insieme per consentire alle persone con disabilità vocali di utilizzare una voce espressiva.

L’iniziativa nasce da un’intuizione di Pino Insegno, attore e doppiatore che ha prestato la voce a tanti attori famosi ed è pronto a donarla per “dare a chi soffre nuovo benessere e una nuova prospettiva di relazione”. E’ un risultato, dunque, fortemente voluto da chi ogni giorno lavora con la voce e opera per il benessere delle persone con l’obiettivo di sviluppare interfacce di semplice utilizzo, capaci di restituire una voce duttile e in grado di esprimere sempre più realisticamente stati d’animo, emozioni e preoccupazioni. 

VOICE FOR PURPOSE è una vera e propria “libreria di voci” dal duplice valore: da una parte consentirà alle persone che hanno perso il proprio eloquio di sceglierne una espressiva fra tutte quelle che verranno donate da persone di tutto il mondo; dall’altra permetterà di “salvare” la propria voce, registrandola. Una possibilità, quest’ultima, che sarà accessibile a tutti coloro che hanno ancora conservato la capacità di parlare, così che in futuro nessuno sarà più costretto a parlare con una voce metallica quando la malattia arriverà ad intaccarla.

VOICE FOR PURPOSE” è la prima tappa di un percorso innovativo che si svilupperà nei prossimi anni. Già oggi però permette di applicare le più avanzate tecnologie di sintesi vocale per restituire anima, identità e autonomia a chi a motivo della propria patologia, altamente invalidante, non può più comunicare:. La perdita della capacità di parlare con la propria voce costituisce infatti un limite fisico che rappresenta uno dei motivi di maggiore sofferenza per le persone con SLA e per i loro familiari.

In Italia sono oltre 6000 i malati di sclerosi laterale amiotrofica (dato 2020) e la stima è di un aumento di 2000 nuovi casi all’anno. 

di Alessandra Binazzi

Condividi articolo