Gianni Berengo Gardin al MAXXI

Dal 4 maggio al 18 settembre 2022 il MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo,  propone la mostra fotografica “Gianni Berengo Gardin. L’occhio come mestiere”. 200 scatti fotografici raccontano l’Italia dal dopoguerra a oggi, svelando ai più attenti il percorso evolutivo di un fotografo che in quasi 70 anni di carriera ha pubblicato 250 libri, dimostrando una coerenza visiva che lo fa riconoscere come “Maestro della Fotografia” anche se lui preferisce definirsi “Artigiano della Fotografia”. Photo-graphia è disegnare con la luce e gli scatti di Gianni Berengo Gardin sono sempre reali e mai ricostruiti in post produzione.

“Io sono da sempre fedele alla pellicola che per me è migliore del digitale, non tecnicamente ma perché il digitale cambia la mentalità del fotografo. La macchina digitale è automatica, pensa ed organizza tutto per te, e non sei più te che pensi e dai ordini alla macchina. Non sei un fotografo ma uno che scatta fotografie; anche se poi hai il vantaggio che puoi inviare subito gli scatti in agenzia o alle redazioni dei giornali. Ciò che io critico non è la macchina digitale ma il Photoshop perché cambia e falsa la realtà vista, e quindi non è più fotografia ma è immagine. Se non si ammette di aver interpretato, taroccato o cambiato qualcosa, questo diventa una truffa per l’osservatore. A Roma qualche tempo fa un assessore pubblicò la foto di un tombino, che gli era stato segnalato come da sistemare, e lui lo rimise a nuovo utilizzando Photoshop. I lettori se ne accorsero e lui fece sparire tutto. Non è corretto ! Il fotografo è un mestiere come fare il dottore, l’architetto o l’ingegnere. Bisogna studiare, applicarsi e capire quali sono le vere necessità della fotografia e cosa ti può dare la fotografia”.

Nelle foto di Luca Pagni, Gianni Berengo Gardin e Giovanna Melandri presentano la mostra ed il MAXXI che il fotografo ha visto e fotografato mentre veniva costruito.

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