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Infermiera aggredita al Pronto Soccorso dell’Ospedale Sant’Andrea

Ieri sera un’infermiera è stata brutalmente aggredita da una paziente esasperata al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Andrea di Roma.

“La paziente, registrata al triage nel pomeriggio, ha ripetutamente protestato spalleggiata dai figli (che hanno anche preso a calci la porta di ingresso del pronto soccorso) per il protrarsi dell’attesa fino a che non è stata portata in visita dopo 4 ore; a quel punto si è scagliata contro una infermiera in servizio tirandole i capelli e cercando di strangolarla, il tutto davanti agli occhi increduli dei colleghi e delle forze di polizia già intervenute a seguito delle ‘vivaci’ proteste della paziente e dei suoi familiari.

È l’ennesimo atto di violenza contro chi, fino a pochi mesi fa, era chiamato ‘eroe’, e che oggi torna ad essere il primo bersaglio dell’inefficenza del Servizio Sanitario Regionale.

Non tollereremo più simili episodi: oltre ad esprimere piena solidarietà alla vittima dell’aggressione e a mettere a disposizione ogni strumento sindacale e legale a sua tutela, chiediamo (nuovamente) che ogni pronto soccorso sia dotato di un posto di polizia h 24 e che l’Azienda si costituisca parte civile nel processo che avrà luogo a seguito della denuncia che verrà sporta dall’ infermiera aggredita e che si faccia carico delle spese legali e dell’assistenza psicologica di cui la stessa dovrà necessariamente usufruire per prevenire disturbi post traumatici da stress a breve, medio e lungo termine.

Chiediamo inoltre alla Regione Lazio che si attivi immediatamente per arginare il fenomeno dilagante delle aggressioni a personale sanitario e che renda immediatamente operativo il disegno di legge presentato il 1 agosto in Regione sull’argomento”, lo scrive il sindacato Confintesa Sanità che ha diffuso una nota sull’accaduto.

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