La crisi del turismo mette a rischio gli appuntamenti internazionali a Roma, cominciando proprio dal Giubileo 2025.

A lanciare l’allarme èproprio il ministro del turismo Garavaglia, il quale spiega che servono aiuti consistenti da parte del governo, a cominciare dalla Cig, perchè un albergatore che non ha clienti, non è nemmeno in grado di pagare la sua quota ordinaria. Sottolinea pure, però, che tra i suoi colleghi all’estero, viene percepita, come sensazione molto diffusa, quella sfavorevole ai bollettini della raccolta dati, che dovrebbe essere non più quotidiana, ma settimanale, perchè viene vissuta in maniera ansiosa in Italia, un po’ troppo esasperata e dall’estero viene recepita come se noi vivessimo in un clima di terrore. Sui rischi, in vista del Giubileo 2025, si esprime anche Giuseppe Roscioli, perchè un terzo degli alberghi è già chiuso, altre 50 strutture stanno per farlo, lui ne chiuderà 2 (di sua proprietà); punta il dito contro il governo in quanto non sono stati prorogati i bonus affitto, non è stata eliminata l’Imu nella rata di dicembre, ovviamente già pagata e nella stata data è cessata pure la Cig. Intanto i sindacati di categoria hanno organizzato un presidio a villa Borghese, per protestare contro i licenziamenti già avvenuti per gli hotel Sheraton, Majestic e Cicerone. In sostanza Roma per l’Anno Santo potrebbe non avere alberghi sufficienti per accogliere turisti e pellegrini, mentre non si prevede, comunque, un ritorno ai livelli pre pandemia fino al 2025.

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