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le 5 parole chiave per l’affitto nel 2023 – Caporilli Immobiliare


Proprio come le classifiche o i resoconti di fine anno, a inizio anno sono necessari (quasi doverosi) le anticipazioni di quello che potrebbe succedere nel corso dei successivi mesi, proprio come conseguenza delle premesse, ovvero del passato. Vediamo quali sono le cinque parole chiave che riassumono quelli che potrebbero essere i trend del mercato degli affitti per l’anno appena iniziato.

Prezzo

La prima parola chiave del 2023 la ricaviamo da quell’aumento dei canoni che si è registrato nel 2022 un po’ in tutta Italia, con le solite città, come Milano, a trainare questi incrementi che, in un periodo così complesso, non fanno altro che aumentare le difficoltà per chi deve andare in affitto, ma anche per chi cerca inquilini affidabili e sicuri che devono poi garantire il regolare pagamento di questi aumenti. La risalita degli affitti, in realtà, è ancora un effetto della ripresa del mercato dopo i difficili momenti post crisi finanziaria e post covid, quindi non registrano ancora preoccupanti fenomeni di speculazione; sono d’altronde abbastanza logici se pensiamo agli aumenti degli indici ISTAT, tornati fortemente in aumento, dopo anni di quasi stabilità.

Scarsità

Questa è la parola che ha caratterizzato il mercato degli affitti del 2022: pochi immobili disponibili. Una parola che va a braccetto con Sovrabbondanza. Quindi per essere precisi dovremmo dire che la scarsità riguarda il lato offerta, dove non si sa come, non si perché di fatto se parlate con un agente immobiliare vi dirà subito che non fa in tempo ad acquisire qualcosa che ha subito il portafoglio immobili ancora vuoto. Immobili destinati all’affitto che erno stati venduti in tempo di cresi per avere liquidità e togliere alla radice il problema di inquilini che non pagano e non possono essere sfrattati; o che che tornano al mercato degli affitti brevi ora che tornano i turisti e soprattutto che gli italiani hanno iniziato a viaggiare comodamente scegliendo il comfort di una casa anche in vacanza. O forse quello della scarsità è solo un “fenomeno apparente”, dovuto proprio alla sovrabbondanza di richiesta; di potenziali inquilini che sono tornati fortemente a chiedere alloggi in affitto. Ci pensate a tutti gli studenti tornati a casa o iscritti on line che ora possono tornare a frequentare in presenza. E i lavoratori trasfertisti che dopo aver sperimentato lo smartworking tornano a occupare stabilmente il loro posto di lavoro dovendo avere una dimora comoda e vicina. Oppure chi ha scoperto che lo spazio in casa è spazio vitale e non vuole più vivere sacrificato in pochi mq, senza terrazzo, giardino o corte che sia! Troppe richieste quindi, più che poche offerte?

Sostenibilità/Riqualificazione

Queste più che parole del 2023 sono parole dell’emergenza di ritrovarsi a dover attivare politiche che prevedano uno standard minimo degli immobili a livello di prestazione energetica, tanto che dal 2030 sembra che gli immobili in classe F o G non saranno più affittabili, se non previe ristrutturazioni che li portino ad una classe minima superiore. Quello della prestazione energetica è un argomento che non tutti gli inquilini trovano prioritario, ma che di fatto, proprio ora che l’aumento delle bollette pesano e molto sui conti familiari, dovrebbe essere un indicatore importante nel momento in cui scelgo la mia casa. Certamente quello italiano è un patrimonio abbastanza obsoleto e serviranno molto più di alcune leggi o di qualche bonus per arrivare ad ammodernarlo.

Aumenti

Una triste parola (a essere sinceri)! Una parola abusata nel 2022 che purtroppo sarà ancora un “trending topic” per il 2023. Se nel 2022 si è parlato soprattutto di aumenti dei canoni, delle bollette e degli indici di aggiornamento Istat, il 2023 sarà l’anno degli aumenti dei tassi di interesse sui mutui, delle materie prime e dei servizi in generale. Cosa comporta l’aumento dei tassi sui mutui per l’affitto? Semplice… se aumentano i tassi e comprare casa è sempre più caro, saranno sempre di più quanti, pur preferendo comprare, devono “accontentarsi” di andare a vivere in affitto, non potendo sostenere una rata del mutuo troppo alta.

Cambiamento

La parola di ogni buon proposito di inizio anno. Quando parliamo di cambiamento come trend per l’affitto, parliamo di un nuovo modo di vivere in affitto che è in realtà un cambiamento in atto da anni, che implica un nuovo modo di abitare, di percepire la casa in cui si vive non come bene, come merce con un suo valore intrinseco (quello che gli inglesi definiscono commodity), ma come servizio, dove il valore è dato dall’uso che ne faccio, in quel preciso momento, soddisfacendo una specifica esigenza, un bisogno specifico. Da questo punto di vista il mercato delle locazioni, più veloce e flessibili, è quello giusto per offrire soluzioni immediate a necessità del qui e ora, a volte anche inaspettate.



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