L’INFERNO SU ROMA

Stavolta non è Nerone. Il nuovo rogo della Città Eterna, quasi duemila anni dopo l’enorme incendio che gli storici ritengono casuale, ha le giustificazioni più svariate dietro cui potrebbe esserci la mano dell’uomo: traffico di rifiuti tossici, il termovalorizzatore che fa paura, non ultima l’eliminazione delle sterpaglie.

Se all’epoca del terribile imperatore l’Urbe era popolata da un milione di abitanti oggi gli inquilini sono triplicati, esattamente come gli incendi e gli interventi per spegnerli: la Protezione Civile del Lazio parla di 1750 interventi contro i 400 del 2021; 300 ore di volo degli elicotteri regionali contro 30 ore dell’anno scorso (periodo di osservazione 15 giugno/3 luglio).

Ora, mentre il Sindaco, che assicura non lasciarsi “intimorire” dagli eventi roventi. e la Prefettura romana si chiedono come, e da chi semmai, siano stati innescati quei fuochi che hanno incenerito porzioni non irrilevanti di parchi (Insugherata), autodemolitori (Centocelle, Palmiro Togliatti), ex campi rom abusivi (dietro il Foro Italico e Pineto) e cassonetti vecchi e nuovi – rendendo anche particolarmente irrespirabile l’aria tanto da obbligare i cittadini a tenere chiuse le finestre – vale la pena chiedersi come riescano a cavarsela coloro che corrono sempre più spesso ogni qualvolta venga avvistato un piccolo focolare. Perché, se sappiamo essere malpagati a fronte di un rischiosissimo servizio pubblico, dobbiamo anche sapere che il corpo dei vigili del fuoco conta pochi uomini e mezzi cui va aggiunto il malfunzionamento degli idranti assolutamente necessari per gli incendi.

Tornano a denunciare la carenza di organico e di mezzi a disposizione i sindacati Conapo e Usb: “La grave carenza di uomini e mezzi dei vigili del fuoco di Roma sta mettendo a dura prova le possibilità di risposta immediata e adeguata a questi grossi incendi, talmente grossi che a Centocelle sono stati fatti intervenire anche i grossi automezzi dei vigili del fuoco che fanno servizio antincendio negli aeroporti, per cercare di tamponare la gravità della situazione – ha detto Luca Antonazzo, segretario del sindacato Conapo – Sabato, oltre alle 25 squadre che ordinariamente coprono i servizi di soccorso e antincendi in tutta la provincia di Roma, c’erano solo quattro autoscale e due autobotti di supporto per un totale di 185 vigili del fuoco, che salgono a 222 con il personale che presta servizio dedicato negli aeroporti di Fiumicino e Ciampino”.

Di più: “La nostra cisterna d’acqua che contiene 400 se il fuoco è intenso, una volta entrata in funzione finisce subito”, ha denunciato Luciano Perali, segretario Terra Nuova protezione civile. Per questo è importante l’approvvigionamento garantito dagli idranti stradali che tendono a deteriorarsi nel tempo, come ovvio, “non consentendo alle autobotti di soccorso di approvvigionarsi e fare la spola il più celermente possibile”, come ha sottolineato il comandante provinciale dei vigili del fuoco Alessandro Paola.

Ma dobbiamo avere fede: “Nell’assestamento al bilancio 2022-2024 varato dalla giunta venerdì scorso abbiamo stanziato 3 milioni di euro immediatamente spendibili per la manutenzione straordinaria degli idranti stradali”, assicura l’assessore capitolino ai lavori pubblici Ornella Segnalini che sull’incendio di via Palmiro Togliatti di sabato sera, quello che ha obbligato i residenti a tenere chiuse le finestre causa l’aria irrespirabile, consiglia “una profonda riflessione per scoprirne le cause, tenuto conto che, a differenza dei precedenti eventi, le temperature più miti portano ad escludere fenomeni di autocombustione”. Ma “gli apparecchi verranno sostituiti da impianti di ultima generazione dotati di telecontrollo e comandati a distanza per verificare il funzionamento ed evitare i frequentissimi atti di vandalismo che nei momenti di maggiore concitazione rendono ancora più difficile il lavoro dei Vigili del Fuoco e delle Forze dell’ordine. Sarà in ogni caso un lavoro di ripristino e di rinnovo che sarà realizzato in accordo e in stretto coordinamento con i Vigili del Fuoco”, assicura ancora l’assessore.

L’estate sarà ancora lunga e rovente, nel frattempo incrociamo le dita.
(di Alessandra Binazzi)

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