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Microcar e motorini, a loro è vietato il viadotto di Corso Francia, eppure vi transitano.

Nonostante il divieto che impedirebbe a motorini e minicar di transitare sul viadotto di Corso Francia, nel tratto compreso tra le due rampe di accesso in viale Maresciallo Pilsudski e gli incroci con via Massa di San Giuliano, andando verso via Flaminia, e con via Uruguay, procedendo in direzione Parioli, nessuno pare rispettarlo; non soltanto i cinquantini: talvolta addirittura monopattini elettrici e biciclette sfrecciano pericolosamente sulla strada.

Alcuni trasgrediscono intenzionalmente la regola, ma molti commettono l’infrazione senza neppure saperlo: la segnaletica, infatti, è piuttosto scarsa, con solo due cartelli posizionati poco prima dell’intersezione con via Uruguay; un segnale rettangolare, sopra al limite di velocità di 50 chilometri orari, specifica che il transito è interdetto ai veicoli fino a 50 cc, ed immediatamente dopo la segnaletica verticale indica l’obbligo di svolta a destra accompagnato dal segnale per ciclomotori.

Nessun segnale è posto agli ingressi del viadotto, per i veicoli che si immettono su corso Francia dal Parioli. A ciò si aggiungono l’incivile fretta cittadina che porta questi veicoli a condividere la carreggiata con scooter e macchine che superano ampiamente i limiti di velocità, sorpassando anche da destra o addirittura passando con il semaforo rosso, e la sosta selvaggia sui marciapiedi che fanno da spartitraffico o direttamente in mezzo alla strada, davanti alle attività commerciali.

Queste circostanze, aggravate dall’assenza controlli e dall’asfalto parecchio crepato, rendono corso Francia un tratto davvero insidioso, soprattutto per pedoni e centauri, e la recente cronaca ce ne ha dato tristemente conferma.

(Chiara Villani)

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