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MONTE MARIO: lumachicida a terra con cani intossicati ? Urge Intervento della ASL veterinaria.

I residenti di via Cortina d’Ampezzo segnalano la presenza di materiali potenzialmente tossici o velenosi per i cani sulla rotonda di via Sappada, poco prima dell’omonimo Ufficio Postale.

Uno dei cani intossicati si chiama LUNA ed ha avuto i sintomi di “iper ventilazione, occhi spalancati paura, coda tra le gambe, evita sole e calore, bisogni senza controllo ecc… per cui è stata ricoverata”.

La vicina caserma dei Carabinieri non ha accolto l’esposto denuncia che il proprietario del cane avrebbe voluto sporgere: “purtroppo mi hanno detto che devo far analizzare il veleno per poter sporgere denuncia altrimenti è una “supposizione”. Attendo referto analisi del sangue intanto…”

I sintomi illustrati sono tipici dopo l’assunzione di prodotti lumachicidi.

La metaldeide si presenta spesso in forma di granuli azzurri o verde smeraldo, ma può anche essere in forma liquida o pellets. I prodotti che contengono la metaldeide sono particolarmente appetibili per i cani di qualunque razza o età.

Altre palline blu, piccole come chicchi di riso ma tonde, sono state segnalate sul piazzale del Calasanzio, accanto all’area cani nota come “Parco degli Uncinetti”.

Essendoci elementi potenzialmente tossici e velenosi su suolo pubblico sarebbe auspicabile un intervento di verifica sul posto da parte dei servizi preposti della ASL competente, per verificare e denunciare il grave pericolo imminente per la vita dei cani e per la salute dei bambini che dovessero ingoiarle per gioco.

Si ricorda che è espressamente vietato diffondere veleni, dalla legge sulla caccia (L.N. 157/92 art. 21 che prevede un’ammenda fino a € 1549,37) e dalle leggi sanitarie (art. 146 T.U. Leggi Sanitarie, che prevede la reclusione da sei mesi a tre anni e un’ammenda da € 51,65 fino a € 516,46). Sulla Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n.222 del 07-09-2020, è stata pubblicata la nuova Ordinanza ministeriale con “Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati”

La denuncia può e deve essere presentata anche qualora non sopraggiunga la morte e deve contenere le prove che l’animale sia stato avvelenato (a questo proposito è importante allegare tutti i referti veterinari).

In caso di decesso dell’animale, sia esso domestico, randagio o selvatico, il medico veterinario deve inviarne le spoglie e ogni altro campione utile all’identificazione del veleno o della sostanza che ne ha provocato la morte, all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale competente per territorio, accompagnati da referto anamnestico al fine di indirizzare la ricerca analitica a effettuare delle analisi. Tali risultati devono dunque essere allegati.

Per la denuncia ci si può rivolgere a qualsiasi organo di polizia giudiziaria (Polizia Municipale, Carabinieri, Polizia di Stato, Corpi Forestali Regionali), presentando di persona un esposto o denuncia (anche contro ignoti) in forma scritta.

© Articolo di Luca Pagni per Zona Roma Nord

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