Oratori estivi per i giovani e i ragazzi a Roma nord, una rete tra parrocchie: OrEs

di Alessandra Binazzi

Inizia oggi il ‘Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo’, a Tor di Quinto, ad accogliere i più giovani ora che le scuole sono finite e molte famiglie hanno necessità di collocare i propri figli in luoghi dove l’intrattenimento sia piacevole e sicuro.

Da sempre gli oratori offrono ai più piccoli e agli adolescenti attività ludiche, oltre che formative dal punto di vista cristiano, alle quali normalmente prestano il loro tempo, volontariamente, altri giovani. Per animare le giornate calde di chi è costretto a rimanere in città, l’associazione OrEs  dal 2008 si occupa del coordinamento degli oratori nella nostra città proponendo anche incontri di formazione agli animatori estivi sulle “buone prassi e le tecniche di animazione”. Un sussidio per le parrocchie romane che si occupano di pastorale giovanile e un modo di fare sistema per collaborare tra ‘pari’ che hanno responsabilità comuni nei confronti della comunità.

Proprio nei giorni scorsi don Daniele Salera, Vescovo ausiliario di recentissima nomina eletto nella diocesi di Roma, ha conferito mandato di animatori ai giovani dell’OrEs  poco più che adolescenti che nelle prossime settimane presteranno servizio negli oratori estivi. Al Vescovo che li ha incontrati in una celebrazione eucaristica questi ragazzi hanno spiegato di aver aderito spinti dal desiderio di mettersi a disposizione, anche se con il comprendibile timore di non riuscire a gestire i bambini loro affidati. Preoccupazioni che Sua Eccellenza ha definito «benedette», perché «quando perdiamo il controllo della situazione è l’occasione d’oro per far entrare il Signore in questo spazio».

Per la prima volta 6 delle 14 parrocchie della XIII prefettura del settore Nord, tra Tor di Quinto e Prima Porta, guidate dal Centro oratori romani si sono messe in rete già dallo scorso ottobre per mettere a frutto, usando le parole di don Alfredo Tedesco, direttore del Servizio diocesano per la pastorale giovanile, “una collaborazione dal basso tra sacerdoti e laici che creano un ponte con il contesto giovanile.  È un esempio di sinodalità in atto attorno alle giovani generazioni».

Potremmo definirli i nuovi ‘discepoli missionari’ questi giovani che con gioia ed entusiasmo hanno siglato il loro impegno apponendo ciascuno la propria firma su teli colorati che rimarranno esposti  all’interno dell’oratorio. Sarà la testimonianza del loro spirito di servizio che siamo certi allieterà le giornate di tanti bambini e adolescenti. Sono dunque sempre valide le indicazioni di San Giovanni Bosco che oltre due secoli fa diede vita al primo oratorio, allora ‘rifugio e cura di giorni difficili e incerti’.

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