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Per Pasquetta pastiera! Ma con 7 strisce

Oggi, Pasquetta! Il tempo non è dei migliori, ma l’usanza della gita fuori porta o del picnic è d’obbligo. E’ una tradizione che potrebbe derivare dalla Sacra Scrittura. L’evangelista Luca (24, 13-35) racconta una delle prime apparizioni di Gesù risorto: si mostrò ai discepoli in viaggio a Emmaus, poco fuori Gerusalemme. Non più in città, ma fuori dalle porte.

Tornando alla gita o al picnic e alle tradizioni vi faccio una domanda: avete con voi anche la famosa pastiera napoletana? Certamente la conoscete: un guscio fi pasta frolla, un ripieno di ricotta di pecora con canditi, grano cotto e acqua di fiori d’arancio per conferirle l’aroma speciale. Sopra 7 strisce di frolla intrecciate: così vuole la tradizione e questo numero pare proprio non sia casuale. Scopriamo insieme, grazie al contributo della storica rivista La Cucina Italiana, l’origine di questa affascinante usanza.

Secondo la storia, le origini della pastiera napoletana risalgono alla Napoli del lontano XVIII secolo, durante il regno di Ferdinando II di Borbone. La moglie di Ferdinando, Maria Teresa d’Austria, chiese ai cuochi reali un dolce speciale per celebrare la Pasqua e loro idearono la ricetta originale della pastiera napoletana.

Tuttavia a Napoli l’esoterismo svolge sempre un ruolo di grande rilievo e la città è famosa per la fantasia e l’estro dei suoi abitanti che sono legati ad antiche leggende collegate proprio alle 7 strisce sulla pastiera.

Esistono tre leggende legate all’usanza di decorare la pastiera napoletana con 7 strisce di pasta frolla. La prima versione rimanda alle presunte origini pagane della pastiera e affonda le radici nel mondo della mitologia greca. Parthenia, una delle sirene che cercò di sedurre Ulisse, si gettò in mare quando resistette al suo incantesimo. Il suo corpo finì sulle rocce della Palepolis, che venne chiamata Parthenope e da lì nacque la città di Napoli. La popolazione rese omaggio alla sirena Parthenia con 7 doni: farina, grano, ricotta, uova, frutti canditi, fiori d’arancio e zucchero. Dalla mescolanza di questi ingredienti la giovane sirena realizzò e donò al popolo partenopeo un dolce che è quello che noi oggi chiamiamo pastiera napoletana. Secondo questa leggenda quindi, le 7 strisce, indicherebbero il numero di regali ricevuti da Parthenope.

La seconda credenza è da ricercare nella planimetria dell’antica città di Neapolis, ovvero l’attuale centro storico di Napoli. Le 7 strisce pare riprodurrebbero quella planimetria e rappresenterebbero i tre Decumani e i quattro Cardini della città antica. Questa ipotesi tuttavia è stata più volte contestata.

La terza e ultima leggenda riguarda di nuovo il mare. Sembra che una volta le mogli dei pescatori, per ingraziarsi il mare e far tornare i propri mariti a terra sani e salvi, abbiano portato in offerta sulle spiagge di Mergellina sette ceste con all’interno ricotta, frutta candita, grano, farina, burro, uova e fiori d’arancio. Il mattino successivo, quando le donne tornarono in spiaggia per riaccogliere i mariti videro che le onde avevano mischiato tutti gli ingredienti e che in una delle ceste era comparsa una torta, la pastiera. In base a questa versione, le 7 strisce indicherebbero quindi il numero di ceste portate in dono al mare dalle mogli dei pescatori.

A voi quale leggenda piace di più?

Alessandra Binazzi

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