PESTE SUINA A ROMA: ATTESA NUOVA ORDINANZA

All’interno del Consorzio Stradale Viale Cortina d’Ampezzo e diramazioni, a Roma nord, è stato trovato un cinghiale moribondo nel giardinetto lungo via Courmayeur, dopo essere stato visto arrancare nelle vie limitrofe. I residenti hanno chiamato il numero verde attivato dalla Regione Lazio per la Peste suina africana (Psa), il consorzio, i vigili urbani e la Asl di competenza. La Polizia locale di Roma Capitale ha chiuso il tratto di strada percorso dal cinghiale ed i veterinari hanno richiesto il supporto dei Guardiaparco. Dopo questo intervento valutativo il cinghiale di è alzato ed ha raggiunto barcollando uno degli ingressi della Riserva Naturale dell’Insugherata. Molti romani si sono preoccupati sulla possibilità che se il cinghiale aveva contratto la Peste Suina Africana, ora che è di nuovo libero potrebbe contagiare altri suini, selvatici o di allevamento. Angelo Ferrari, Commissario straordinario per la gestione per l’emergenza della peste suina con compiti di coordinamento e monitoraggio, prova a rassicurare che “ C’è un’ordinanza che sto predisponendo ma che deve ancora valutare la situazione epidemiologica perché abbiamo un ulteriore caso, al limite del Raccordo Anulare, e probabilmente dovremo rivedere la zona infetta… c’’è una situazione epidemiologica che stiamo rivalutando… Non aspettatevi un’ordinanza di abbattimento dei cinghiali; ci sarà un’ordinanza di appoggio a quella regionale in cui sono state chiarite tutte le competenze ed il sistema di intervento, ma serve una puntualizzazione sulla base dei dati epidemiologici”. Andrea Costa, Sottosegretario alla Salute con delega alla peste suina, ha sottolineato ad ANSA e TG3 LAZIO che “oggi la densità dei cinghiali in alcune zone d’Italia è almeno 5 volte superiore rispetto alla sopportabilità dell’ ecosistema e, al di là del fattore contingente della peste suina, resto convinto e lo voglio ribadire con forza, pur rispettando le sensibilità degli animalisti, che questa è un’emergenza dinanzi alla quale occorre prevedere il prolungamento dell’attività venatoria da 3 a 5 mesi e la possibilità alle Regioni di rideterminare le quote”.Maurizio Gubbiotti, presidente dell’Ente Regionale Roma Natura, auspica e il coinvolgimento dell’Anas per velocizzare i lavori di recinzione delle varie aree. Sulle misure di depopolamento, suggerisce di seguire quanto già fatto nella tenuta presidenziale di Castelporziano, dove i fucilieri della Forestale, tiratori scelti, contano i capi e decidono la quota di abbattimenti necessaria. Nei parchi della Maremma o dei Monti Sibillini, la strategia è duplice: una parte viene eliminata tramite l’uccisione sul posto, un’altra tramite la cattura e il trasferimento al macello. Se non fosse che nel Parco dell’Insugherata di notte le gabbie sono state spesso forzate e si è dovuto predisporre un servizio di guardiania contro i sabotaggi.

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