PSA A ROMA: CONFRONTO IN REGIONE LAZIO CON LE ASSOCIAZIONI VENATORIE

Le Associazioni Venatorie della Cabina di Regia Unitaria del Mondo Venatorio (Federazione Italiana della Caccia, Associazione Nazionale Libera Caccia, Enalcaccia, Arcicaccia, AnuuMigratoristi, Italcaccia) e il Comitato Nazionale Caccia e Natura hanno sollecitato un incontro urgente con la Regione Lazio, dopo la notizia di due casi di febbre suina africana in un allevamento suinicolo a Roma.

Martedì 14 giugno 2022 alle ore 14 pare che sia stato convocato l’incontro richiesto.

Precorrendo la notizia battuta dall’Ansa di due casi accertati di positività alla PSA in un piccolo allevamento di suini all’interno della zona rossa, le Associazioni venatorie riconosciute e riunite nella Cabina di regia e il CNCN si erano già rivolte al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, all’Assessore Sanità e integrazione Socio-Sanitaria Alessio D’Amato e all’Assessora Agricoltura, Foreste, Promozione della Filiera e della Cultura del Cibo; Pari Opportunità Enrica Onorati, sollecitando un incontro urgente sulla gestione dell’emergenza PSA. (Peste Suina Africana).

Al centro della richiesta di confronto i provvedimenti presi dalla Regione o in procinto di essere emanati, con particolare riguardo alla creazione di una nuova zona di rispetto, la cosiddetta “zona celeste”, estesa circa 4 volte la zona rossa che prevede, tra le altre limitazioni, la sospensione dell’attività di selezione per la specie cinghiale e capriolo anche nelle aree esterne al focolaio, in aperto contrasto con l’iter previsto a livello europeo, che per tali aree prevede invece che si agisca in tempi brevi al depopolamento della specie cinghiale.

“Non si capisce bene quale sia la strategia adottata dalla Regione Lazio – ha commentato il Presidente nazionale di Federcaccia Massimo Buconi – che sembra più interessata ad assecondare le assurde e antiscientifiche richieste di tutela delle solite frange animaliste e ambientaliste che a tutelare non solo la fauna selvatica, cui certo non giova l’utopistico ‘lasciate fare alla Natura’ proposto dai soliti noti, ma soprattutto in questo caso il settore agroalimentare del nostro Paese”.

“Ne sono un esempio evidente – continua Buconi – i due suini di un piccolo allevamento trovati positivi vicino al Parco dell’Insugherata, in piena zona rossa. Non solo condividiamo le considerazioni espresse in merito da Coldiretti, ma ci chiediamo e chiediamo a chi di dovere: perché ci sono ancora suini nell’area infetta? Le norme non prevedono l’immediata macellazione o abbattimento ? E soprattutto: qui, come purtroppo a livello nazionale, si sta lavorando per risolvere il problema o per ingigantirlo ? Chi deve fare e controllare, cosa sta facendo ?”

L’ultima cabina di regia sulla peste suina ha imposto ad ANAS l’installazione di recinzioni sul G.R.A. per tentare di evitare l’uscita dei cinghiali dalle limitrofe riserve naturali in cui avverranno le catture, grazie a 10 gabbie che dovrebbero catturare almeno 200 cinghiali da selezionare ed abbattere.

Dopo l’ultimo incontro al Ministero della Salute, produttori ed allevatori hanno chiesto alle istituzioni di assumere inziative di responsabilità nei confronti dei produttori che, a causa della peste suina, dovranno abbattere i propri maiali con un peso di 80 Kg. subendo danni e perdite economiche.

Dovranno essere abbattuti i suini presenti nella zona infetta ed in un raggio di 10 km dal luogo di ritrovamenti degli ultimi 2 suini infetti.

Gli animali che saranno abattutti, pur sani di salute, graveranno nei costi degli imprenditori agricoli, che si vedranno le stalle vuote per almeno 6 mesi, al fine di creare una zona franca dalla Peste Suina Africana.

A Roma nord, tra Parco dell’Insugherata e Parco di Veio, abbiamo visitato l’azienda agricola di Riccardo Milozzi ha si espande per 120 ettari.

Da oltre un mese si sta confrontando con Governo e Regione Lazio, insieme ad altri agricoltori e con i 5 allevatori di suini che operano nella zona Rossa, rimostrando i danni che stanno subendo con il blocco della commercializzazione di fieno, paglia e foraggi.

Produttori ed imprenditori suinicoli chiedono che ci sia un forte e tempestivo decreto ristori, con forti rimborsi immediati dalle istituzioni interessante.

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