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Visitiamo la tenuta dell’Acquafredda tra Boccea ed Aurelia

Quattro passi tra storia e natura

La Riserva Naturale Tenuta dell’Acquafredda

Antico possedimento dei monaci di S. Pancrazio come risulta da una bolla papale del 1176, dove per la prima volta compare il toponimo Acquafredda. In epoca romana la zona era attraversata dalla via Cornelia, che collegava Roma a Cerveteri, ed era caratterizzata dalla presenza di numerose ville rustiche.

Sui resti di una di queste ville è stata costruita in epoca medievale la Torre dell’Acquafredda, una delle tante torri di avvistamento che popolano la campagna romana.

Ampi pianori incisi dalle valli dei due fossi, utilizzati a scopi agricoli, la riserva deve il suo nome alle fresche acque del Fosso della Magliana, dove si fermò il re dei Goti Totila nell’anno 547, quando conquistò Roma.

Fa parte dell’ecosistema Ponte Galeria-Arrone, situato nel settore nord-ovest della città.

La valle è fiancheggiata da numerose piccole valli che si aprono su sedimenti di sabbia, argilla e tufo.

La sua area è compresa tra via Aurelia e via Boccea, e tra il fosso di Montespaccato e il fosso dell’Acquafredda.

Nella Riserva sono state censite 60 specie di piante erbacee, tra le quali molte officinali. Il suolo fertile ospita una vegetazione molto varia: sughere, olmi, equiseti, rosa canina, ginestre, cardi e orchidee. Oltre alle aree agricole sono presenti anche biotopi con limitate formazioni arboree a querce, tra le quali ricordiamo la Sughera e lungo i versanti più ripidi e le spallette che scendono verso i fondivalle è presente un’ampia varietà di specie vegetali, quali l’Olmo, il Prugnolo, il Biancospino la Rosa selvatica e la Ginestra odorosa.

Mentre lungo il Fosso dell’Acquafredda e il Fosso di Montespaccato, corsi d’acqua che caratterizzano la riserva e che confluiscono più a valle nel Fosso della Magliana, si rinvengono specie più legate alle zone umide, quali Salici bianchi e Cannucce di palude.

Lungo le sponde di tali corsi d’acqua si possono osservare, oltre alla Rana verde, alla Biscia dal collare ed alla Volpe, numerosi uccelli tipici degli ambienti umidi, come l’Airone cenerino (Ardea cinerea), la Folaga, la Gallinella d’acqua, l’Usignolo di fiume e il Pendolino.

All’interno della rete ecologica cittadina questa area protetta riveste un ruolo importante del settore occidentale della città, in quanto rappresenta il collegamento tra la riserva dell’Insugherata, le aree agricole di Casal del Marmo e la Riserva Naturale della Tenuta dei Massimi.

L’area comprende pregevoli tenute agricole, dove alcuni casali ospitano ancora famiglie di agricoltori. Nelle formazioni a salici e canneti vivono uccelli tipici degli ambienti umidi, come la folaga, la gallinella d’acqua, l’usignolo di fiume e il pendolino. La fauna è costituita da mammiferi come la volpe, la talpa, il riccio e l’istrice; tra i rettili sono presenti il ramarro, la biscia, il biacco, il cervone e il frustone.

Numerosi gli uccelli, tra i quali sono da segnalare la poiana, l’airone cinerino e la beccaccia. In alcune sorgenti sono stati segnalati anche il granchio e il gambero di fiume, indicatori di acque pulite.

Il Parco è un susseguirsi di colline e piccole valli secondo la morfologia classica della campagna romana. L’area è da sempre caratterizzata da attività agropastorali.

Da vedere la novecentesca Villa Fogaccia e l’antica Torre dell’Acquafredda.

Si consiglia inoltre di provare il Sentiero Natura La Torre con ingresso da via di Acquafredda proprio sotto la Torre.

Testo e foto di RomaNatura e Comitatoacquafreddaodv

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